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Prima gli Italiani! Ma quali?

Secondo Salvini chi sarebbe italiano vero? Sta dicendo che i rom italiani non lo sono davvero? Non è la prima volta che si fa una distinzione del genere e nella storia è finita molto molto male.

Ovvero, come si capisce chi è italiano e chi no?

Stavolta Fico ha ragione, oggi è la festa di tutti gli Italiani, compresi rom e migranti. 

Salvini invece ne ha detta un’altra delle sue: «A me fa girare le scatole. Offende chi ha sfilato oggi.».

Quindi, cerchiamo di capire: il Ministro dell’Interno sta dicendo che i rom italiani non sono italiani. 

Sfogliando giusto un po’ il libro di storia si può notare che c’è stata un’altra persona nella storia che ha tentato di fare una distinzione tra italiani veri e non e le cose non sono andate proprio benissimo.

Rom e migranti italiani sono italiani. È un concetto banale ed è piuttosto gave dover arrivare a ribadirlo.

Non è offensiva la frase di Fico, non c’è proprio ragione per pensarlo. Fico non ha offeso nessuno, anzi, ripeto, ha detto una cosa giusta e sacrosanta. È la risposta di Salvini ad essere irrispettosa nei confronti di tutti i cittadini di questo Paese ed è questo tipo di pensiero che offende chi ha sfilato oggi e chi ha combattuto per poter arrivare oggi a celebrare la nostra Repubblica.

Ogni giorno che passa le esternazioni di Salvini diventano sempre più scoinvolgenti e piene d’odio, fomentandolo in tutti i cittadini italiani ed assumono toni sempre più propagandistici. Si fa di tutta l’erba un fascio e si considera criminale e pericoloso a prescindere chiunque non sia italiano. Italiano vero, mi raccomando.

«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare»

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Propaganda

Ci affidiamo ai sei patroni di Europa:

a san Benedetto da Norcia

a santa Brigida di Svezia

a santa Caterina da Siena

ai santi Cirillo e Metodio

a santa Teresa Benedetta della Croce

Ci affidiamo a loro: affidiamo a loro il destino, il futuro, la pace e la prosperità dei nostri popoli.

prende il rosario e lo solleva in mano

Ed io personalmente affido l’Italia, la mia, la nostra vita, al cuore immacolato di Maria, che son sicuro ci porterà alla vittoria.

No, non è la notte di Pasqua e non è la litania dei santi. È il minstro dell’Interno, vice-presidente del consiglio. Questa non è religione, questa è strumentalizzazione di religione, bella e buona in tutta la sua forma. Questa è ostentazione. Questo non è pregare, non lo è.

Perché si prega in silenzio, perché “Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto”. Questa è ipocrisia, pura propaganda elettorale. Non da ammirare, perché “Come fai a contraddire uno che prende il rosario in mano.” (mi è stato detto davvero), ma da rifiutare.

Per il momento non hanno ancora detto che il contratto di governo è più importante del Vangelo, anche se non ne stanno seguendo proprio tutti i principi.

Ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen seguito da In hoc signo vinces (o meglio vincēmus)

Ah, può dire quello che vuole. L’ha detto oggi a TG2, “Non è propaganda, perché lo faccio anche dopo le elezioni“. Cosa c’entra? È ugualmente propaganda, anche ora, la seconda volta che lo fa.