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Addio Ghost

Dopo un anno e qualche mese ho finalmente deciso di intraprendere una buona e giusta migrazione da Ghost, una piattaforma di blogging, a WordPress, sempre una piattaforma di blogging ma a quanto pare decisamente migliore. In questo articolo vi racconto perché e perché dovreste evitare Ghost anche voi.

Un’installazione tormentata

A parole installare Ghost è la cosa più semplice del mondo. Installi le dipendenze, dai un comandino in una cartella da un utente creato ex-novo e le voilà la tua istanza di Ghost è pronta, SSL compreso.

Qualche giorno fa ho cambiato server perché ho trovato un’offerta più vantaggiosa (a proposito, addio 95.217.2.93, ti ho voluto bene) e ho dovuto quindi fare l’intera procedura da capo.

L’installazione è già partita male: l’installer informava di non essere compatibile con Ubuntu 20.04, rilasciato ad aprile 2020 e in esecuzione sul mio server.

Andando avanti, Ghost ha provato a creare il suo utente mySQL e non ci è riuscito perché non compatibile con mySQL 8 incluso in Ubuntu 20.04. Sono stato costretto a farlo io per lui, ma l’installazione è fallita lo stesso, dopo diversi tentativi, o per problemi con SSL o per altri non specificati problemi. Il server non risultava quindi raggiungibile.

Così, mi sono stancato e ho detto basta. Non avevo voglia di perdere altro tempo a risolvere altri problemi (tra l’altro, la prima installazione su Ubuntu 18.04 era andata liscia come l’olio). Era giunto il momento di fare una cosa che avrei dovuto fare da tempo: usare una piattaforma con un minimo di community, di universalità e di supporto.

Eccoci qui dunque, il mio blog ora è su un’installazione WordPress che ha richiesto pochi minuti e non ha dato problemi.

Una migrazione dolorosa

Mi sono reso conto troppo tardi che Ghost, nonostante sia software libero, è una terribile gabbia. Ci sono tanti modi per migrare a Ghost, ma alcun modo per migrare da Ghost.

Insomma, mi sono dovuto arrangiare. Neanche a dirlo, quando ho provato a spostare la mia installazione di ghost da ferdinando.me (questo sito) a blog.ferdinando.me per poter spostare i contenuti con calma su WordPress, si è rotto tutto e sono stato costretto ad esportare i contenuti dal mio blog Ghost sul server e importarli manualmente sul mio computer in un’istanza locale appositamente preparata e collegata al mondo attraverso ngrok. Facendo così, però, sono andate perse le immagini, nonostante abbia importato la cartella content/images e fatto quanto necessario per renderle visibili.

Ho riscontrato pure problemi con l’importazione tramite RSS non ha funzionato quasi per niente. L’unico plugin gratuito parzialmente funzionante tra i tanti che ho provato è stato CyberSEO Lite che ha importato egregiamente solo gli ultimi sei articoli.

Mi sono dunque dovuto arrendere all’evidenza: esportare da Ghost verso WordPress è per me impossibile e quantomeno difficile (magari esiste qualche metodo che non ho considerato).

Per salvare il salvabile ed evitare di perdere altro tempo sono riuscito a far importare automaticamente gli articoli che avevo su Medium, ma dato che il servizio online consigliato dalla maggior parte delle guide si rifiutava di accettare il mio file di esportazione Medium (ritenendolo “troppo grande”), ho dovuto usare l’importazione integrata in WordPress.com ed esportare da lì un file compatibile con WordPress.

Il resto, purtroppo, l’ho dovuto fare a mano.

Conclusioni

Dopo questo anno e mezzo e dopo aver finalmente provato Gutenberg su WordPress, posso serenamente dire che:con l’introduzione di un editor come Gutenberg in WordPress, Ghost ha perso tutto l’appeal che aveva nei miei confronti, quindi non vale la pena imbarcarsi in un’avventura problematica come quella di usare Ghost per un proprio blog, senza tra l’altro possibilità di fuga. Mentre infatti è possibile tranquillamente migrare da WordPress a Ghost o addirittura da Medium a Ghost, fare il contrario vi toglierà tempo e vi provocherà molti problemi, nonostante Ghost sia assolutamente open source. Insomma, il gioco non vale la candela, soprattutto se è nelle vostre intenzioni cambiare nuovamente piattaforma.

Di Ferdinando Traversa

Studente di un liceo scientifico barese e accanito contributore di Wikipedia, di Wikinotizie e degli altri progetti Wikimedia, coordinatore regionale per la Puglia di Wikimedia Italia. Appassionato di Informatica, mi piace sviluppare con Ruby (on Rails) e Titanium.

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