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Dura lex, sed lex

Qualche giorno fa, per la seconda volta in pochi mesi e sempre nello stesso punto, il cinturino Solo Loop del mio Apple Watch si è spaccato mentre lo stavo togliendo.

Non sono ovviamente l’unico ad aver avuto un problema simile: sono molti gli internauti che lamentano spaccature inaspettate.

Specie in America, Apple si rifiuta di risolvere questo tipo di problema in garanzia e offre invece sostituzioni a pagamento. Ci hanno provato anche con me, ma è venuto in mio soccorso il Codice del Consumo, con cui Apple in realtà non ha mai avuto un buon rapporto.

Molti non sanno infatti che mentre Apple offre una garanzia limitata del produttore di un anno, alle sue condizioni e regole, la Legge Italiana tutela giustamente tutti i consumatori per due anni obbligando il venditore a coprire la merce venduta per ogni qualsivoglia difetto di conformità. Nel mio caso, venditore e produttore coincidono in quanto ho acquistato il cinturino dall’Apple Store Online.

La legge su questo tema è chiara. Infatti, ai sensi dell’art. 130 del Codice del Consumo

1. Il venditore è responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene.
2. In caso di difetto di conformità, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, a norma dei commi 3, 4, 5 e 6, ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto, conformemente ai commi 7, 8 e 9.
[…]

Art. 130 Codice del Consumo

Ma cos’è un difetto di conformità? Lo chiarisce sempre il Codice del Consumo, all’art. 129:

2. Si presume che i beni di consumo siano conformi al contratto se, ove pertinenti, coesistono le seguenti circostanze:
a) sono idonei all’uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo;
b) sono conformi alla descrizione fatta dal venditore e possiedono le qualità del bene che il venditore ha presentato al consumatore come campione o modello;
c) presentano la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche dei beni fatte al riguardo dal venditore, dal produttore o dal suo agente o rappresentante, in particolare nella pubblicità o sull’etichettatura;
d) sono altresì idonei all’uso particolare voluto dal consumatore e che sia stato da questi portato a conoscenza del venditore al momento della conclusione del contratto e che il venditore abbia accettato anche per fatti concludenti.

Comma 2 art. 129 Codice del Consumo

Come può un cinturino che si rompe semplicemente sfilandolo essere conforme, alla luce delle lettere a) e c) del comma 2 dell’art. 129 del Codice del Consumo?

Mi sono dunque rivolto al rivenditore, con l’intenzione di esercitare i miei diritti di legge, pur scoraggiato dai numerosi commenti negativi online.

È iniziata dunque la Fiera dell’est: ho provato a chiamare la Apple, che mi ha rimandato al centro di assistenza autorizzato. Il centro mi ha poi rimandato al supporto Apple di II livello, in quanto a loro dire sarebbe stato considerato danno accidentale, con mia somma disapprovazione. Dopo un fermo promemoria di cosa prevede il nostro diritto e due giorni di verifiche col dipartimento amministrazione, la pratica è stata approvata e sono stato rimandato al centro assistenza. Ovviamente, lì non avevano idea di quest’approvazione e anzi mi hanno detto che non avrei proprio dovuto essere inviato lì perché neanche li trattano i cinturini! Tuttavia hanno lo stesso ritirato il cinturino rotto…

Tutto è bene quel che finisce bene: richiamando Apple mi è stata confermata l’apertura di “un’eccezione”, cosa che ho prontamente riferito. In effetti il giorno dopo mi hanno avvisato della possibilità di ritirare il cinturino di ricambio.

Solo che non è vero che “tutto è bene”… È possibile che per usufruire di un diritto di legge si debba perdere così tanto tempo? Un giorno vi racconterò della mia epopea mitologica contro la TIM…

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Wikimedia

I 4 minuti più lunghi della mia vita

Quest’anno Wikimania, la conferenza internazionale dei progetti Wikimedia, cancellata nel 2020 e riproposta in una chiave completamente rivista nel 2021, ha avuto un relatore in più. 😀

Il mio intervento si è tenuta in una sessione riguardante le collaborazioni tra Wikimedia e università insieme alla prof.ssa Maristella Gatto, con cui organizziamo i progetti universitari ad Uniba. È stato difficile condensare in 10 minuti 280 studenti e tante ore di lavoro, ma ce l’abbiamo fatta.

La sessione pre-registrata è andata abbastanza bene, complici anche i numerosi tentativi e fallimenti fatti in mattinata (ecco qui spiegato il titolo del post), forse me la sono cavata un po’ più peggio sulle domande. 😀

Parlando dell’evento in generale, ho partecipato a qualche altra sessione ed è stato divertente incontrare altri Wikimediani da tutto il mondo, in particolare ho molto gradito il confronto con gli altri organizzatori di Wiki Loves Monuments.

Il sistema usato però (che non era software libero) non mi è piaciuto molto, l’ho trovato parecchio disorientante e dispersivo. Tirando le somme, penso che avrei potuto fare molte più conoscenze e conversazione. Spero prima o poi di poter partecipare ad una Wikimania di persona!

Se avete piacere a vedere il mio intervento, trovate il video sopra. Qui invece c’è qualche materiale utile, mentre prometto solennemente di pubblicare il prima possibile il link alla registrazione del doppiaggio in tempo reale in Arabo, Francese, Tedesco, Spagnolo, Russo e Cinese che Wikimedia Foundation ha messo a disposizione per diversi eventi della conferenza, compreso il mio!