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Opinioni

Il modem libero è una vittoria di Pirro?

TIM e Vodafone già inseriscono costi di attivazione pari al costo del modem. Mentre i clienti aspettavano il modem libero, gli operatori si sono già organizzati.

Il tanto atteso modem libero è finalmente realtà. L’AGCOM ha approvato una delibera che fa in modo che gli operatori non possano più imporre i propri modem e quindi anche i famosi costi di noleggio e/o di acquisto, consentendo un risparmio in bolletta. Ma è davvero così? Proprio no.

Già da tempo, infatti, i nostri amici sono già corsi ai ripari imponendo costi di attivazione pari (se non superiori) a quelli che comportava l’acquisto e/o noleggio del modem. Il modem (che alla fine vale sempre poco e niente, rispetto ai costi sostenuti) viene offerto in comodato d’uso gratuito.

TIM ti fa pagare il servizio TIM Expert, ad un costo di 5,90€ al mese per 48 rate o varie altre formule di rateizzazione, per un costo totale di 283,20€. Vi ricorda mica il costo del router. Noooooo…..

Vodafone, invece, costringe al pagamento di un costo di attivazione variabile che nella maggior parte dei casi (in assenza di offerte speciali e sporadiche differenti) ammonta a 5€ al mese per 48 mesi. Stessa cosa di sopra.

Fastweb è l’unico che nella maggior parte dei casi non fa pagare costi di attivazione, tranne per l’offerta con Sky.

Infostrada (Wind Fibra) non si è ancora adeguata alla normativa e riporta ancora il costo del modem di 2 euro al mese per 48 mesi, così come 3fibra (sempre Infostrada)

Insomma, alla fine ci sono gli stessi costi e gli operatori hanno trovato un altro modo per farci pagare quello che prima ci facevano pagare tramite il noleggio del modem.

Rimangono ovviamente gli altri vantaggi, come la possibilità di usare un modem di qualità maggiore rispetto a quello fornito dal proprio operatore telefonico.

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Informatica Opinioni

Software libero significa anche libertà di disporre completamente di ciò che si possiede

Windows 10 ha diverse applicazioni integrate tra cui: Cortana”, “OneDrive”, “Xbox”, “Edge”, lo “Store” (anche se già presente da Windows 8) e molte altre

Queste applicazioni sono bloatware. Rimuoverle è difficile e quindi la maggior parte degli utenti le accetta senza proteste, perché non abbiamo modo di fare altro. Non abbiamo idea neanche di come operino precisamente, sappiamo solo che ci sono.

Il Software libero è l’unica alternativa a quest’imposizione. Su una distribuzione Linux si può cambiare interamente l’interfaccia grafica o si può cancellare qualsiasi programma preinstallato solo con il terminale (ma anche file di sistema purtroppo, ciò ci ricorda tristi giorni che sarebbe meglio dimenticare).

Il Software Libero, date le libertà fondamentali che lo definiscono in quanto tale, ci consente per definizione di scavare nel profondo della sua anima e di carpirne ogni oscuro segreto senza problemi.

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Informatica

Ed ora tracciano anche le TV?

Avranno pensato che visto che abbiamo una TV connessa ad internet sarebbe stato un peccato non sfruttare l’occasione. Dunque, andando a visitare il canale numero 9 del digitale terrestre viene fuori questo piccolo, innocente avviso:

Mi è sembrata un’applicazione molto interessante della famigerata cookie law europea (in vigore dal 2014) ed ho deciso quindi di andare a dare una controllatina. Appare quindi la lista dei canali che fanno uso del servizio dell’azienda SmartClip, che consente agli inserzionisti di profilarci molto meglio, proprio come se il canale televisivo una sorta di pagina web.

Eccoli qui, direttamente dalla privacy policy

La stessa azienda offre anche la possibilità di inserire annunci a “comparsa” che si possono anche espandere (come dei normali ads online).

Adesso ci dobbiamo preoccupare anche di chi ci profila tramite la TV e non solo di chi lo fa normalmente (che mi sembra già abbastanza)?

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Guide Informatica Opinioni

Ecco come i registrar chiedono cifre esorbitanti per il rinnovo di un dominio

Ecco perché ho pagato un dominio 88 centesimi ed ora vogliono 50 euro per rinnovarlo una volta che è stato avviato.

Il tutto incomincia alle 18:00 del 25 agosto. Sono andato su un sottodominio del mio sito (mait.tech) per creare un nuovo progetto ed ho trovato una pagina di cortesia di Namecheap (il mio registrar) con tanta pubblicità.

Ma andiamo per ordine: un registrar è un’azienda che vende i domini internet (soprattutto online ma non è detto). Paga al registro, che tiene l’elenco di tutti i domini internet, una tariffa a forfait (di solito 1000 euro) per registrare un numero definito (da un accordo tra i due) di domini. Ogni TLD, che sarebbe l’estensione del dominio internet (tipo .it, .com, .org, .net), ha un suo registro dedicato anche se un’azienda potrebbe essere l’affidataria di più TLD.

L’ICANN è un ente internazionale (sotto il controllo del Dipartimento del Commercio degli USA) che si occupa di decidere quali devono essere i nuovi TLD.

Ritornando alla nostra storia, mi sono ricordato che il mio dominio scadeva il 23 agosto ed ho scoperto che è entrato nel grace period, chiamato autoRenewPeriod dall’ICANN, che va dalla scadenza a 20 giorni dopo di essa. Il registrar anticipa i soldi del rinnovo al registro che gli vengono restituiti nel caso il registrante non rinnovasse il dominio.

Ho aggiunto il dominio nel carrello per il rinnovo, ma ho scoperto la dura verità: il rinnovo costa ben 40 euro. Io, per acquistare il dominio, ho pagato 88 centesimi.

Nella schermata di acquisto era presente solo un riferimento al prezzo originale ma non era indicato chiaramente che bisognasse pagare così tanto per rinnovare il dominio.

Oggi acquistare un dominio .tech da Namecheap osta circa 4 euro

Allora ho contattato l’assistenza, che mi ha detto che «è impossibile ottenere il dominio ad un prezzo minore». Ho provato a seguire la procedura per trasferire il dominio, ma quando provavo a richiedere il codice di autorizzazione per il trasferimento mi rimandava alla pagina principale.

La procedura è stata fatta manualmente dall’assistenza che mi ha mandato una mail poco dopo con l’authcode (il codice di autorizzazione per trasferire il dominio).

Mi sono messo, quindi, alla ricerca di un registrar che offrisse un prezzo conveniente per un nome di dominio .tech, un TLD abbastanza particolare e non molto diffuso.

Ho trovato su GoDaddy una promozione che offriva domini .tech a 10 euro ma mi sono accorto che nella promozione (valida solo per il primo anno, come sempre) non erano compresi i trasferimenti.

Ho contattato l’assistenza telefonica che mi ha detto che i domini .tech hanno questo prezzo stabilito dal registrar che ammonta addirittura a 70 euro e che le offerte sono valide solo per la prima registrazione (come scritto nella pagina). Per questo motivo non mi avrebbe potuto praticare un prezzo scontato (che avrebbe potuto farmi per altri servizi).

Allora ho pensato di attendere la scadenza del dominio e di ri-registrarlo una volta scaduto, ma ho scoperto che i tempi sono lunghissimi: ben 20 giorni per la scadenza del grace period e 80–120 giorni per la cancellazione del dominio. In questo periodo c’è un’asta sul dominio (che potrebbe essere vinta da qualcuno). Secondo Namecheap nella maggior parte dei casi l’asta termina con successo.

Durante il periodo dell’asta il registrante può ancora recuperare il dominio pagando una tassa di rimborso.

Ho scritto all’assistenza per chiedere se si potessero accelerare i tempi ma mi hanno detto di no.

Perché sarebbe una presa in giro?

Nelle operazioni commerciali dei registrar non viene molto pubblicizzato il fatto che quello è un prezzo valido solo per il primo anno.

Dopo aver registrato un dominio a quel prezzo molto vantaggioso possono essere fatte proposte di rinnovo ad un prezzo molto più alto del prezzo pagato all’inizio. Vi faccio altri esempi di situazioni che mi sono capitate.

Con GoDaddy, due domini me li fecero pagare 6 euro l’uno. L’anno dopo mi proposero un rinnovo a 15 euro.

Con Register.it, invece, acquistai due domini .info a 90 centesimi l’uno. L’anno dopo mi proposero il rinnovo a ben 35 euro. Qui trovate il listino prezzi che testimonia i prezzi di rinnovo esorbitanti (sul sito trovate le promozioni).

Ancora con Register.it acquistai altri due domini (uno .it ed uno .info) a prezzi bassissimi (non ricordo quanto, ma non superavano i 10 euro totali). L’anno dopo mi proposero il rinnovo a 35 euro. Oggi quei domini sono ancora in stallo e sto aspettando la cancellazione.

Di nuovo con Register.it acquistai un dominio .it a 2 euro. L’anno dopo mi proposero il rinnovo ai soliti 35 euro, ma un amico mi consigliò un espediente che mi fece risparmiare e mi fece pagare il rinnovo 9 euro.

Basta trasformare il dominio standard (che ha funzioni, spesso inutili, come un piccolo spazio hosting di pochi MB) in un dominio express che ha il costo di 9 euro.

La procedura è semplice, bisogna recarsi nella schermata di cancellazione del dominio e fare per cancellare, subito il sistema proporrà la trasformazione in express.

Una nota positiva di Register.it è l’assistenza, che ha subito rimborsato un rinnovo automatico non voluto (a 50 euro, per un dominio pagato 10).

La prossima volta che comprate un dominio, vi consiglio di stare attenti a queste tariffe esorbitanti. Ho trovato OVH.it che propone buoni prezzi di rinnovo ma devo valutarlo approfonditamente.

Ma come è continuata la vicenda?

Il dominio è ancora in attesa, è molto probabile che venga venduto (è di sole 4 lettere, quindi molto appetibile). In questo modo perdo un link di riferimento che ho distribuito per molto tempo in giro. Sto valutando molte altre alternative.

Se vuoi seguirmi, ti consiglio di iscriverti alla mia newsletter, che rimarrà sempre lì dove sta :-). In questo periodo l’ho un po’ trascurata un po’ per colpa di questi problemi un po’ per colpa di altri, ma riprenderò a pubblicare in brevissimo tempo.


Grazie per aver letto il mio articolo! Se ti è piaciuto lascia qualche clap.

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Guide Informatica

Ricevere le email su Telegram con IFTTT

In questa guida impareremo a ricevere la nostra posta elettronica direttamente su Telegram attraverso il bot IFTTT

Requisiti

  • Account di posta elettronica Gmail (Google) oppure inoltro automatico attivo su account Gmail
  • Bot IFTTT su Telegram attivato e configurato

Attenzione: se avete un account di posta con un altro provider (come Microsoft, Virgilio, Libero o mail su proprio server) non sarà possibile ricevere le email su Telegram a meno che non si imposti l’inoltro automatico sulla propria casella Gmail.

Procedimento

  1. Aprire l’app oppure il sito di IFTTT, poi selezionare il + o cliccare sul proprio nome, aprendo il menu a tendina e cliccando New Applet
In alto a destra selezioniamo “new applet”

2. Cliccate il grande + vicino a this, nella schermata successiva cercate Gmail nella barra di ricerca e selezionatelo

Selezionate Gmail

3. Una volta selezionato Gmail, se non avete ancora connesso il vostro account, cliccate su Connect

Se l’account non è stato ancora connesso, selezioniamo “Connect”.

3bis. Nella finestra successiva accedi a Google inserendo email e password o seleziona il tuo account o, ancora, salta questo passaggio se hai già effettuato l’accesso

Nel mio caso, ho già effettuato l’accesso e devo selezionare l’account

3ter. Nella finestra successiva, clicca Consenti per collegare IFTTT alla posta elettronica

Clicca il tasto blu

4. Ritorna nella finestra di IFTTT. Qui potrai scegliere la soluzione più adatta a te. In questa guida sceglieremo di inoltrare tutte le mail a Telegram, ma potrete anche scegliere un criterio. Procedete alla scelta di Any new email in inbox se desiderate che arrivino tutte le email.

In questa guida procederemo con il selezionare l’ultimo riquadro a destra della prima fila

5. Adesso, ritorneremo alla schermata iniziale. Premiamo il grande + vicino a that. Poi cerchiamo e selezioniamo Telegram

Scegliamo Telegram

6. Nella schermata successiva clicchiamo Send Message

Selezioniamo il secondo riquadro, “Send Message”

7. Nel menu di configurazione (la schermata che appare cliccando il riquadro) impostiamo i parametri. Di seguito i parametri che consiglio di impostare

Target Chat: Private Chat with @IFTTT
Message Text:
<b>Nuova Email!</b>
Da: {{FromAddress}}<br><br>
Oggetto: {{Subject}}<br><br>
Allegati: {{FirstAttachmentFilename}} {{FirstAttachmentPrivateURL}}
Data: {{ReceivedAt}}<br><br>
{{BodyPlain}}
Include web page preview?: Yes

Una volta configurati i parametri come preferiamo (quelli sopra sono quelli suggeriti), clicchiamo Create action.

Fatto!

8. Nella schermata successiva, disattiviamo Recive notifications when the applet runs (togliamo la spunta) e clicchiamo Finish.

Mi raccomando a togliere la spunta se non volete fastidi 🙂 Premiamo Finish

9. Finito! Il nostro applet è pronto e riceveremo le prossime mail in Telegram tramite il bot IFTTT (che deve essere attivato e collegato all’account IFTTT con cui abbiamo creato l’applet).

Licenza CC-BY-SA 4.0

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Guide Informatica

Aumentare il volume della suoneria quando si torna a casa con IFTTT

Avete sempre voluto evitare questo passaggio? Grazie ad IFTTT procederà tutto in automatico

In questa guida impareremo a far aumentare automaticamente la suoneria ogni qual volta il nostro telefono si connette ad una determinata rete Wireless (quella di casa o dell’ufficio, ad esempio).

Requisiti:

  • Rete Wi-Fi
  • Smartphone Android con Wi-Fi attivo e collegamento automatico
  • App IFTTT installata

Procedimento

  1. Aprire l’app oppure il sito di IFTTT, poi selezionare il + o cliccare sul proprio nome, aprendo il menu a tendina e cliccando New Applet
In alto a destra, selezionare “New Applet”

2. Cliccate il grande + vicino a this, nella schermata successiva cercate Android Device nella barra di ricerca e selezionatelo

Scegliere “Android Device” che corrisponde ad un’interazione con un dispositivo Android.

3. Scegliete, nel menu che si presenta, il riquadro con scritto Connects to a specific Wi-Fi network

Scegliamo il terzo riquadro da sinistra

4. Inserite nella pagina che si presenta l’SSID (il nome) della rete Wi-Fi che preferite (una volta connessi a quella, verrà aumentato il volume della suoneria) Il nome va inserito correttamente rispettando maiuscole e minuscole.

Inseriamo esattamente e correttamente, con attenzione, includendo maiuscole, minuscole, spazi e trattini, il nome della nostra rete wi-fi che vogliamo che faccia “scattare” il meccanismo

5. Cliccate Create trigger. Nella schermata successiva selezionate il + vicino a that. Cercate sempre Android Device come prima e selezionatelo

Stessa identica cosa

6. Nella schermata che appare, selezionate Set ringtone volume

Sarebbe il primo riquadro della seconda colonna

7. Una volta cliccato sul riquadro IFTTT chiederà di indicare il volume desiderato della suoneria. Noi abbiamo indicato 100%, voi selezionate quello che preferite.

Dal menu a tendina possiamo selezionare diversi volumi, scegliete voi quello più adatto alla vostra situazione

8. Cliccate Create action e poi Finish. Prima di cliccarlo vi consigliamo di disattivare (togliere la spunta) a Receive notifications when this Applet runs.

Togliamo la spunta per evitare problemi ed infine clicchiamo “Finish”

9. Abbiamo finito! L’applet funzionerà sui telefoni Android dove è stata installata l’app IFTTT ed è stata connessa con il nostro account.

Per ottenere l’effetto inverso (diminuire il volume quando ci si disconnette dalla rete Wi-Fi di casa) basta scegliere al passaggio 3 Disconnects from a specific Wi-Fi network ed al passaggio 7 modificare il valore impostando 0%. Si possono trovare molte altre combinazioni


Originally published at telegra.ph on December 29, 2016 per conto di OTI NETWORK. Licenza CC-BY-SA 4.0