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Informatica Opinioni

I bimbi di Amazon

Oggi navigando su Amazon.it ho notato una cosa.

Sembra che Amazon sia diventata una fabbrica di oggetti connessi. Oggi, infatti, si è aggiunto un altro dispositivo intelligente della famiglia Echo: un orologio da parete.

Un nome molto esplicativo, Echo Wall Clock, per presentare un dispositivo che essenzialmente farà, al modico costo di 29,99 euro, due cose:

  1. segnare l’ora
  2. segnare i minuti che passano per un timer.

Sinceramente, non ne comprendo l’utilità (il quadrante non è neanche retroilluminato), ma mi conferma che molto probabilmente il prossimo prodotto Echo che vedremo sarà un forno a micronde. Ah, aspetta.

Esiste: https://www.amazon.com/AmazonBasics-Microwave-Small-Works-Alexa/dp/B07894S727.

Il loro obbiettivo sembra rendere smart qualsiasi cosa, anche in modo non tanto smart, e sembra che ci stiano riuscendo bene.

Auguri quindi ad Amazon per il nuovo arrivato, spero che qualcuno ne comprenda l’utilità, io non ci sono riuscito.

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Opinioni

Il blog

Questo articolo è obsoleto per quanto riguarda la denominazione del blog.

Questo non è un blog convenzionale, scrivo quando mi va (non spessissimo) e sui temi che mi aggradano. Per questo motivo, approfittando di un cambio di server, ho deciso di rinominare questo blog “IHMO“: in Inglese, in my honest opinion, traducibile non letteralmente come “secondo me, onestamente”. Ecco, questo è quello che farò qui, non sempre, forse anche non spesso, ma ci proverò.

(In realtà adesso si chiama solamente Ferdinando Traversa)

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Opinioni

Youtuber per bambini

Dopo aver visto un video di uno dei tanti youtuber per bambini ho perso la mia fiducia nella capacità dell’umanità di produrre contenuti di livello e spessore culturale e/o umano.

Pensare che questa gente sta per fare un film al cinema mi rattrista molto, perché il cinema era forse rimasto uno di quei pochi luoghi simbolo dell’aggregazione culturale, o almeno si voleva dare una parvenza, giusto una parvenza di una finalità più alta e di valore. Vanno bene i film comici demenziali, va bene qualsiasi tipo di film, ma una cosa del genere NO. Vi prego, no.

Già dal trailer si può evincere l’altissima qualità della recitazione e lo spessore dei contenuti trattati. Facciamo i complimenti agli ideatori di questa pagliacciata rispettabile iniziativa.

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Informatica Telegram

Un bot Telegram… per contare gli asd

Quando i lol ancora non esistevano, una sola parola indicava una risatina nel gergo dell’internet: asd. Grazie al bot telegram @asdcounterbot, potrete contare i vostri asd e competere con gli altri per vedere chi ne dice di più.

Gli asd, chi non se li ricorda gli asd. Quando i lol ancora non esistevano, una sola parola indicava una risatina nel gergo dell’internet: asd

Come ci spiega Wikipedia, nasce come risatina nei giochi che funzionavano con le quattro lettere della seconda fila della tastiera QWERTY, WASD. Per evitare di staccare le mani dalle tre lettere, è nato l’uso di scrivere asd per comunicare una risata.

La bellezza di questa parola l’abbiamo conservata negli anni, tant’è che ci sono ancora dei nostalgici che la usano. Come testimoniare quest’uso se non creando un bot Telegram dedicato che dimostri quant’è viva e pulsante la comunità di persone che preferisce dire un bell’asd ad un brutto lol?

Ebbene, ho creato la soluzione per voi. Basta inserire il bot Telegram @asdcounterbot per apparire nella classifica globale, godersi il grafico degli asd inviati e se si vuole anche un messaggio ogni asd.

Il bot è nato da un’idea di Valerio Bozzolan, che si può considerare il campione vivente, l’impersonificazione della faccina dell’asd. L’ho sviluppata io, perché lui non ne aveva voglia, tempo o qualsiasi altra cosa, in Ruby on Rails 5, dopo un primo tentativo fallito in PHP. È hostata su Heroku.

Buon divertimento, buon asd. Correte ad aggiungere @asdcounterbot nei vostri gruppi.


Comandi

  • Se siete amanti della privacy e non volete apparire in classifica (in privato o in gruppo): /fuoriclassifica
  • Se volete ricevere un messaggio ad ogni asd invece che uno a mezzanotte (solo nei gruppi): /nightsend
  • Se volete visualizzare il vostro grafico personale o del gruppo (in privato o in un gruppo): /grafico

Nota: a quei tempi, asd non aveva tutti i significati di oggi, o non si conoscevano, quindi andava e va benissimo come risatina.

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Opinioni

Il timbro che manca


Luogo: ufficio abbonamenti Amtab

– Buongiorno.

– Salve.

– Vorrei richiedere il tesserino studenti, ecco tutta la documentazione compilata.

– Per l’anno 2019-2020?

– Sì, certo.

– Ah, mi dispiace. Manca il timbro per quest’anno. Ritorna a Settembre inoltrato-Ottobre.

Sipario

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Opinioni

Prima gli Italiani! Ma quali?

Secondo Salvini chi sarebbe italiano vero? Sta dicendo che i rom italiani non lo sono davvero? Non è la prima volta che si fa una distinzione del genere e nella storia è finita molto molto male.

Ovvero, come si capisce chi è italiano e chi no?

Stavolta Fico ha ragione, oggi è la festa di tutti gli Italiani, compresi rom e migranti. 

Salvini invece ne ha detta un’altra delle sue: «A me fa girare le scatole. Offende chi ha sfilato oggi.».

Quindi, cerchiamo di capire: il Ministro dell’Interno sta dicendo che i rom italiani non sono italiani. 

Sfogliando giusto un po’ il libro di storia si può notare che c’è stata un’altra persona nella storia che ha tentato di fare una distinzione tra italiani veri e non e le cose non sono andate proprio benissimo.

Rom e migranti italiani sono italiani. È un concetto banale ed è piuttosto gave dover arrivare a ribadirlo.

Non è offensiva la frase di Fico, non c’è proprio ragione per pensarlo. Fico non ha offeso nessuno, anzi, ripeto, ha detto una cosa giusta e sacrosanta. È la risposta di Salvini ad essere irrispettosa nei confronti di tutti i cittadini di questo Paese ed è questo tipo di pensiero che offende chi ha sfilato oggi e chi ha combattuto per poter arrivare oggi a celebrare la nostra Repubblica.

Ogni giorno che passa le esternazioni di Salvini diventano sempre più scoinvolgenti e piene d’odio, fomentandolo in tutti i cittadini italiani ed assumono toni sempre più propagandistici. Si fa di tutta l’erba un fascio e si considera criminale e pericoloso a prescindere chiunque non sia italiano. Italiano vero, mi raccomando.

«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare»

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Opinioni

Propaganda

Ci affidiamo ai sei patroni di Europa:

a san Benedetto da Norcia

a santa Brigida di Svezia

a santa Caterina da Siena

ai santi Cirillo e Metodio

a santa Teresa Benedetta della Croce

Ci affidiamo a loro: affidiamo a loro il destino, il futuro, la pace e la prosperità dei nostri popoli.

prende il rosario e lo solleva in mano

Ed io personalmente affido l’Italia, la mia, la nostra vita, al cuore immacolato di Maria, che son sicuro ci porterà alla vittoria.

No, non è la notte di Pasqua e non è la litania dei santi. È il minstro dell’Interno, vice-presidente del consiglio. Questa non è religione, questa è strumentalizzazione di religione, bella e buona in tutta la sua forma. Questa è ostentazione. Questo non è pregare, non lo è.

Perché si prega in silenzio, perché “Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto”. Questa è ipocrisia, pura propaganda elettorale. Non da ammirare, perché “Come fai a contraddire uno che prende il rosario in mano.” (mi è stato detto davvero), ma da rifiutare.

Per il momento non hanno ancora detto che il contratto di governo è più importante del Vangelo, anche se non ne stanno seguendo proprio tutti i principi.

Ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen seguito da In hoc signo vinces (o meglio vincēmus)

Ah, può dire quello che vuole. L’ha detto oggi a TG2, “Non è propaganda, perché lo faccio anche dopo le elezioni“. Cosa c’entra? È ugualmente propaganda, anche ora, la seconda volta che lo fa.

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Informatica Opinioni Wikimedia

Un applauso ad Axel Voss

Facciamo tutti un applauso al nostro caro amico Axel Voss (su forza, vi voglio sentire forte), che dopo anni di lavoro, ieri è riuscito a far approvare la sua tanto sognata direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale europeo!

Gli intenti della riforma non sono così malvagi: aveva lo scopo di riordinare il diritto d’autore in modo uniforme in tutta Europa, che però è stato già mancato perché si tratta di una direttiva e non regolamento, soggetta all’interpretazione dei singoli stati, che cambierà irrimediabilmente qualche cosa (piccola o grande) rispetto ai contenuti iniziali.

Wikipedia si è oscurata ben due volte contro la riforma, ma è servito solo a sensibilizzare l’opinione pubblica, perché il vero problema di questa riforma sono gli articoli 11 e 13 (ora hanno cambiato numerazione, ma non è importante). Wikipedia potrebbe esserne anche esclusa, ma il problema è costituito proprio dal contenuto di questi articoli. 

L’art. 13 parla di censura coff coff filtro preventivo per la verifica delle violazioni di copyright sulle piattaforme che contengono materiali caricati dagli utenti (in pratica è stata fatta per colpire Youtube, ma dato che Youtube questo tipo di filtro ce l’ha già e comunque non ha problemi a procurarsene uno, andrà a colpire solamente i provider più piccoli che non hanno a disposizione questo tipo di sistemi).

L’articolo da cui non si salva nessuno, neanche Wikipedia, è l’11. Non sono ancora riuscito a capire come abbiano fatto a sognarsi un’idiozia del genere, eppure siamo qui a discuterne, purtroppo. L’art. 13 parla di “link tax” e mira, praticamente, a chiedere una tassa ai servizi come Google News, pretendendo un pagamento per i piccoli, brevi estratti degli articoli giornalistici che vengono visualizzati. Ovviamente Google ci guadagna miliardi di miliardi di miliardi di euro su quei brevi snippet. Sono così tanti i soldi che guadagna che ha già chiuso Google News in Spagna (a causa di una legge simile approvata qualche tempo fa dal parlamento spagnolo) e spero che lo chiuda in tutta Europa, in modo che le lobby dell’editoria che hanno voluto questa riforma (perché, non illudiamoci, pressione c’è stata da entrambe le parti) possano raggiungere il loro scopo ed invece di riempirsi le tasche, si ritrovino con il -60% di visualizzazioni dei loro articoli. 

Ciò che spetta ai creatori dei contenuti deve essere assolutamente versato, ma questa è un’esagerazione da cui (al massimo, ma credo proprio no) guadagneranno pochi e guadagneranno poco, per perderci tutti insieme. 

Io ho già i popcorn pronti.


Che poi, dicono mercato unico digitale europeo, ma internet è mondiale…

Grazie a Martin, il mio fidato correttore di bozze <3

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Opinioni

Sulla vicenda dei due rapper arrestati

Come saprete, due rapper sono stati arrestati per aver tentato di rapinare un fan. 

Uno di loro, soprannominato Gallagher, ha scritto su instagram che sono tutte fake news diffamanti e che avrebbe agito giudizialmente d’intesa col suo legale.

Certo che deve agire d’intesa col suo legale! Deve affrontare un processo per rapina ed è già agli arresti domiciliari, più “vie legali” di così si muore.

Il complice (?) collega non si è espresso.

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Informatica

Su Google+ sventola bandiera bianca

Il 2 aprile 2019 chiuderà Google+ o Google Plus, l’amato-odiato social network di Google. Fino a quella data sarà possibile scaricare tutti i propri dati.

Il 2 aprile 2019, al cimitero dei prodotti Google, tra Google Reader e Google Spaces, passando per Picasa, Helpouts, Google Talks (e forse tutte le app di messagistica in bilico tra spegnimento e non spegnimento), si andrà ad aggiungere il social network Google+.

La sua è stata una lenta agonia: non ha mai raggiunto il successo e credo che molti utenti non abbiano mai aperto la sua applicazione se non proprio per sbaglio. Si stima che la maggior parte degli accessi sia avvenuta proprio per errore, per qualche secondo ed il tempo medio di permanenza è di 3 minuti e 30 secondi, il più basso tra i quelli dei social.

In realtà già si sapeva quello che sarebbe successo. Google aveva annunciato la morte a seguito della scoperta di un bug che teoricamente avrebbe consentito di leggere tutti i dati degli utenti, ma che molto probabilmente non é stato mai utilizzato da nessuno. A Google serviva solo un pretesto per chiudere un social sempre più in declino. 

Si potrebbe dire addirittura che, come gli altri prodotti social di Google, Google+ sia nato già come un mezzo fallimento, considerati i precedenti (qualcuno ricorda Google Buzz, Google Talk……. ecc. ecc. ?).

Chi gli ha dato fiducia può scaricare i suoi dati attraverso il servizio Google Takeouts, che preparerà un comodo zip scaricabile con tutta la nostra attività sul social.

Voglio concludere comunque ringraziando Google+ per aver cercato di portare un social leggermente diverso dagli altri, ma anche solo per averci almeno tentato. Ti ricorderemo, forse.